Fresca, trasformata, crosta, dura: perché lo stesso sci si comporta in modo diverso ogni giorno
Il termine “neve” nasconde condizioni molto diverse tra loro, e ogni tipo chiede uno sci — e una tecnica — diversi. La neve fresca (o polvere) appena caduta è soffice e priva di legami tra i cristalli: serve galleggiamento, cioè waist largo e rocker pronunciato.
La neve trasformata è quella che, dopo cicli di scioglimento e rigelo tipici della primavera, diventa più compatta e omogenea: si scia bene con quasi ogni sci, spesso è la condizione più piacevole in assoluto. La crosta (o breakable crust) è invece lo strato duro sopra neve più morbida: ingannevole e faticosa, perché lo sci rompe la crosta in modo imprevedibile a ogni curva.
La neve dura o ghiacciata, frequente al mattino presto, richiede lamine ben affilate e uno sci con più struttura per non scivolare. Conoscere questi termini aiuta a capire perché lo stesso sci può sembrare perfetto un giorno e scomodo il successivo: spesso non è lo sci a essere cambiato, è la neve.
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